È arrivato l’autunno.. e i capelli se ne vanno

È arrivato l’autunno. E i capelli se ne vanno. Già, perché inizia la stagione in cui la caduta delle nostre chiome – di parte delle nostre chiome – aumenta rispetto al resto dell’anno, soprattutto primavera ed estate. In queste stagioni, infatti, la fisiologica perdita di capelli si aggira tra i cinquanta e i cento capelli al giorno, piuttosto contenuta.

In autunno, invece, tendenzialmente la perdita di capelli aumenta, indipendentemente dal sesso e dall’età. Le cause sarebbero molteplici, in primis lunghezza delle giornate e variazioni della temperatura. Ma c’è un fattore, in questa stagione, che può aumentare – e di molto – la fisiologica perdita di capelli. Stiamo parlando dello smog.

In autunno lo smog si fa più intenso, soprattutto per chi vive nei centri abitati di medie e grandi dimensioni. Gli agenti inquinanti, depositandosi sui capelli e sul cuoio capelluto tendono a provocare infiammazioni che comportano arrossamenti, irritazioni, pruriti, forfora e patologie simili.

Si tratta di problematiche che senz’altro colpiscono in maggior misura i soggetti già predisposti a tali patologie. Ma l’alto tasso d’inquinamento che comincia a registrarsi in autunno è indubbiamente un’aggravante che porta all’aumento di tali casistiche, che quindi colpiscono anche soggetti normalmente non predisposti.

Che fare, dunque? Innanzitutto, durante la stagione autunnale – e anche invernale – è consigliabile lavare i capelli quotidianamente, o perlomeno tre volte alla settimana. E lavarli con olio o shampoo delicati. Inoltre, conviene che ogni settimana, o al massimo due, si utilizzi un buon antimicrobico o si effettui uno scrub per capelli.

Questi consigli valgono anche per i soggetti che non presentano una caduta più intensa di quella fisiologica di stagione o che comunque non è da ritenersi propriamente copiosa. È infatti buona norma eliminare gli inquinanti e l’eccesso di sebo e tessuto cutaneo per ripulire al meglio il cuoio capelluto. Per quanto riguarda invece le patologie evidentemente più invasive, è sempre bene rivolgersi ad uno specialista.

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