Cronotricologia: Arma in più per la cura dei capelli

Il cosiddetto ritmo circadiano regola molti processi fisiologici quotidiani e il rapporto con l’ambiente circostante, come il ritmo sonno-veglia, la temperatura corporea, la secrezione ormonale. La terra ruota su se tessa una volta ogni 24 ore, e il nostro sistema circadiano è stato sviluppato per adattarsi a questo ritmo in modo da utilizzare con efficienza la luce del sole, dalla fotosintesi nelle piante al procurarsi il cibo negli animali. La luce, infatti, interagisce con i recettori retinici e attiva una serie di segnali che dal sistema nervoso centrale vengono diffusi a tutto l’organismo, consentendo l’anticipazione degli eventi quotidiani, che conferisce un notevole vantaggio per il risparmio di tempo e l’uso efficiente dell’energia.

Il ritmo circadiano è organizzato in base a un orologio centrale e a orologi periferici. Il ciclo chiaro/scuro coinvolge l’orologio centrale a livello del nucleo sopra-chiasmatico (SCN) che si trova nell’ipotalamo, dove regola soprattutto ritmi di attività correlate, come i cicli sonno/veglia, il sistema nervoso autonomo, la temperatura corporea e la secrezione di melatonina. Al contrario, l’alternanza alimentazione/digiuno coinvolge orologi periferici che si trovano nella maggior parte dei tessuti e regolano processi fisiologici locali, come l’omeostasi di glucosio e lipidi, la secrezione ormonale, la risposta immunitaria e il sistema di digestione. L’orologio centrale interagisce con gli orologi locali attraverso segnali neuronali e umorali, per ottenere una sincronizzazione di attività.

Recenti studi hanno dimostrato la presenza di ritmi circadiani a livello di leucociti, mucosa orale, cute e, cosa che a noi interessa nello specifico, follicoli. Il follicolo pilifero è un organo del corpo umano tra i più complicati, sottoposto ad un ciclo biologico molto complesso in cui l’alternarsi di anagen/catagen/telogen (crescita/involuzione/riposo) è possibile grazie a una precisa regolazione di segnali di proliferazione cellulare, migrazione e differenziazione di cellule staminali del bulge, cellule germinali, cellule della matrice e cellule del fusto del capello. All’interno di questo ciclo, sono molti i punti di regolazione dell’orologio circadiano, in diversi tipi e processi cellulari.

Il follicolo pilifero è un bersaglio di moltissime sostanze che esercitano un’azione sul suo ciclo vitale, ma è ormai stato dimostrato che il follicolo stesso (come ogni vero organo del corpo) produce molti attivi fondamentali come gli ormoni estrogeni e tiroidei, il cortisolo, la eritropoietina, la prolattina e la melatonina. È stato evidenziato anche che il follicolo pilifero è connesso nella regolazione periferica dell’asse ormonale adrenalico-pituitario-ipotalamico. Questo significa che il follicolo ha una propria secrezione di ormoni autonoma, che auto-regola il ciclo di vita, ma che l’alterazione di questo processo fisiologico determina l’innescarsi di molte malattie dei capelli e del cuoio capelluto. La melatonina e la serotonina, in questo meccanismo autonomo ma coordinato di regolazione del ciclo del capello e del ritmo circadiano, svolgono un ruolo determinante per il mantenimento della vita del bulbo. In particolare, la melatonina svolge una triplice azione di regolazione dei follicoli: A) Effetto modulatorio e di regolazione del ciclo del capello; B) Azione di blocco dei radicali liberi svolgendo attività anti-apoptotiche per stimolazione di meccanismi di riparazione direttamente sul DNA; C) Prolungamento della fase di vita del bulbo (fase anagen) che determina la salute del bulbo e l’allungamento del fusto del capello. Mantiene il pigmento dei capelli e ritarda l’incanutimento. Grazie a questi meccanismi, la melatonina e la serotonina hanno un ruolo fondamentale sull’alopecia areata e sull’alopecia androgenetica. Sono evidenti anche gli effetti della melatonina sulla perdita di capelli provocata dalla chemioterapia e nelle forme infiammatorie che determinano l’alopecia cicatriziale.

Sulla base di queste premesse, tre anni fa il nostro gruppo ha iniziato a considerare le variabili della cronobiologia del bulbo pilifero nel contesto della cronobiologia di ogni singolo paziente, partendo dall’osservazione di casi di defluvium telogenico in cui non era stato possibile determinare una causa evidente, e di alopecia areata in pazienti che non mostravano segni chiari di malattia autoimmune, per valutare la possibile efficacia di melatonina o dei suoi precursori (triptofano, serotonina). Le conclusioni cui siamo giunti sono la conferma di precedenti studi secondi i quali i cicli circadiani periferici modulano il ciclo del follicolo umano e sono una componente fondamentale per la regolazione, complessivamente considerata, del ciclo del capello. La considerazione dell’alterazione dei ritmi circadiani deve essere considerata in ogni soggetto che manifesti sintomi tricologici o del cuoio capelluto riportabili a danni apoptotici da stress ossidativo in condizioni di modificazione del ritmo sonno-veglia o in carenza di secrezione di melatonina (per esempio in soggetti di oltre 50 anni). Terapie adeguate con melatonina o suoi precursori possono determinare la risoluzione o la guarigione di molte di queste situazioni, anche quando la terapia più tradizionale non dà risposte positive.

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